MAURO CAPPELLETTI - Comune di Montecatini Terme

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MAURO CAPPELLETTI

 

Mauro Cappelletti nasce a Trento nel 1948.Inizia il suo percorso artistico nella seconda metà degli anni '60, dapprima nell'ambito della figurazione per approdare all'inizio degli anni '70 ad un linguaggio aniconico. Affascinato dal pensiero di Fontana sulla spazialità, lavora sulle tensioni cromatico-lineari che nell'immagine sono lette come linee-vettore. Dal 1974 queste si traducono in simboli e segni direzionali. Nel 1976 è tra i firmatari, con Aldo Schmid, Luigi Senesi e altri, del manifesto "Astrazione Oggettiva" e partecipa ai dibattiti e alle esposizioni del gruppo. Con i primi anni '80 la progettualità ed il rigore geometrico, che avevano strutturato le superfici pittoriche in campiture monocrome e tonali, lasciano il posto ad una nuova e sensibile liricità. Presenta i lavori di quel decennio soprattutto alla Galleria L'Argentario di Trento, al Traghetto di Venezia e al Sole di Bolzano sostenuto dai contributi critici di Gian Pacher, Danilo Eccher, Enzo di Martino e Bruno Passamani. Assieme ad altri artisti trentini è promotore della fondazione del Museo Provinciale d’Arte "Palazzo delle Albere" che in una fase successiva lascerà posto al MART di Rovereto. Negli anni Novanta il suo lavoro si sviluppa per cicli tematici dove il gesto pittorico si carica di stesure cromatiche libere, ampie e rapide. Espone con una personale a Bolzano presentato a catalogo da Claudio Cerritelli (che più tardi inserirà il lavoro di Cappelletti nel libro Pittura aniconica) e a Berlino, con testo di Annette Tietz. Nel 1994 la Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento gli dedica una mostra antologica documentando la sua quasi trentennale ricerca. I testi a catalogo sono di Fiorenezo Degasperi, Danilo Eccher e Paolo Fossati. A vent'anni di distanza dalla fondazione del gruppo di Astrazione Oggettiva, la Galleria S. Gregorio di Venezia presenta i risultati di quella ricerca con la mostra "Dopo Astrazione Oggettiva", e i testi di Dino Marangon e Luigi Perissinotto. Successivamente affronta lo sviluppo di una dimensione pittorica carica di un nuovo e più vivo cromatismo, dove la pennellata caratterizza la superficie dell'opera ora come stesura lineare, ora come segno-gesto, dove la presenza di tracce cromatiche direzionali conferisce all'insieme una forte vibrazione dinamica, quasi a confutare il concetto di ordine spaziale oggetto dell'indagine pittorica. Nel 2012 espone alla Galleria d'arte moderna Ai Molini di Portogruaro con un catalogo di Dino Marangon. Nei lavori più recenti, carichi di un cupo cromatismo e di una forte tensione lirica, affronta un nuovo ciclo pittorico denominato monocromopluritono che presenta per la prima volta a Venezia nella Galleria Bugno Art Gallery, a cura di Toni Toniato. Del 2015 è la mostra "Monocromo" alla Galleria Civica di Bressanone a cura di Alex Pergher. Nel 2016 la galleria Civica di Trento e l’Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra organizzano una grande esposizione per ricordare, a trent’anni dalla sua fondazione, il gruppo di Astrazione Oggettiva.

 


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