DONAZIONE "TOURING" AL MO.C.A. - Comune di Montecatini Terme

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DONAZIONE "TOURING" AL MO.C.A.

 
DONAZIONE 'TOURING' AL MO.C.A.

Grazie alla generosità dei titolari di Touring, attività da anni presente in Via Volturno ed operante nel settore automobilistico, la collezione di grafica d'arte della Galleria Civica cittadina si arricchisce con due nuove opere:

  • Ugo Capocchini, Figura di donna. Acquaforte, 1964. Tirata in 102 esemplari numerati e firmati a matita dall’artista
  • Achille Lega, La Fornace. Puntasecca, 1927. Tirata nel 1932-1933. Cfr. Bartolini S. - Opera incisa di Achille Lega n. LI

Una rapida presentazione dei due autori, il primo dei quali già presente al Mo.C.A. con altra opera, Ritratto di donna, sanguigna su carta avorio, cm 29x20.

Ugo Capocchini, nato a Barberino Valdelsa nel 1901, fu allievo di Carlo Jossi a Poggibonsi, si recò in seguito a Firenze, ove nel corso dell’apprendistato accademico si dedicò allo studio del disegno degli antichi maestri del Rinascimento. Nel 1928 vinse il Premio Panerai con un Nudo disteso, acquistato nell’occasione dalla Galleria d’arte moderna di Firenze. I contatti con Pietro Annigoni, che aveva conosciuto alla Scuola del Nudo, e con altri artisti e intellettuali portarono il giovane Capocchini a partecipare al clima e agli incontri del Caffè delle Giubbe Rosse, ai dibattiti animati dalle riviste «Solaria» e del «Il Frontespizio» diretta da Bargellini, nelle cui pagine furono riprodotti diversi lavori del maestro di Barberino, in cui si apprezzavano «l’inquietudine sommessa, l’introversione, la sensibilità acuta»: inclinazioni emotive e impulsi di una poetica che presto lo porterà allo studio della pittura pompeiana, magicamente declinata nelle esperienze delle vita quotidiana. Nel 1951 vinse il premio Michetti di Francavilla a Mare, nel 1955 “Il Fiorino”, nel 1962 gli fu dedicata un’antologica alla galleria La Strozzina, seguita da un’altra antologica presentata nel 1978 nelle sale di Palazzo Strozzi. Capocchini, con Giovanni Colacicchi, Primo Conti e Rodolfo Margheri, fu tra i maestri più significativi dell’Accademia fiorentina nel corso degli anni ’60 del Novecento, morì a Firenze nel maggio 1980.

 

Achille Lega, nato a Brisighella nel 1899, trascorse l’adolescenza a Firenze, ove frequentò l’Accademia di Belle arti e la Scuola libera di incisione. Intorno al 1914 frequentò lo studio di Lodovico Tommasi, fu amico di Giovanni Papini e, attratto dal clima della rivista «L’Acerba», collaborò con Soffici, Carrà, Marinetti, Boccioni, Russolo, Maccari e Garbari. Al 1916 risalgono la sua adesione al movimento futurista e la partecipazione al clima artistico del Caffè delle Giubbe Rosse. Nel 1922, presentato da Ardengo Soffici, inaugurò la sua prima personale alla Galleria Gonnelli di Firenze. Collaborò con scritti, disegni e incisioni al «Selvaggio» diretto da Mino Maccari. Alle accensioni futuriste seguirono le meditazioni sulla pittura italiana dell’Ottocento, che portarono l’artista, su impulso di Soffici e di Ottone Rosai, al “richiamo all’ordine” nel flusso di una linea poetica che lo condusse alla produzione di paesaggi di arcaica semplicità, risonanze emotive che si ritroveranno anche nei più giovani artisti pistoiesi ispirati da un equivalente percorso culturale, quali Bugiani, Agostini, Mariotti, presenti con loro opere nella collezione del MoCA. Alla Galleria d’arte moderna di Firenze si trovano di Lega i dipinti Paesaggio del 1925 e Antiche mura del 1932. Nel 1980 Sigfrido Bartolini rese merito al maestro di Brisighella pubblicando il volume Achille Lega. L’opera incisa, edito da Prandi di Reggio Emilia. Lega morì a Firenze nel 1934.


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