Musei e Chiese - Comune di Montecatini Terme

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•             MUSEO DI ARTE SACRA

L’antico Museo Parrocchiale di Montecatini Alto viene inaugurato per la prima volta il 28 maggio 1900 per volere di Mons. Giovanni Paponi, al fine di proteggere e rendere fruibili i tesori del Castello di Montecatini Alto, sfuggiti miracolosamente ai saccheggi del 1554.

Nel 1907 il Ministero allora preposto alla tutela del patrimonio artistico e il Direttore generale dei monumenti di Firenze, preoccupati per le sorti del patrimonio della Chiesa, imposero al Monsignor Paponi di smantellare il tutto. Egli però certo dell’importanza che il Museo rappresentasse per la comunità montecatinese e per i turisti in visita, riuscì nel suo intento ed ottenne il consenso per mantenere il museo aperto al pubblico.

Nel 1934 il Museo venne ampliato da parte del nipote Don Tito Paponi per ospitare il monumentale affresco del Cristo in gloria tra angeli e santi e proveniente dalla chiesa del convento di S.Agostino.

Un grave furto, avvenuto nel gennaio del 1980 comportò la chiusura al pubblico. Adesso è nuovamente visitabile e accoglie il Presepe Permanente della Propositura di San Pietro Apostolo.

 

•             MOCA

Al primo piano del palazzo comunale è ospitata la Galleria Moca.

Il nuovo spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea nasce a Montecatini il 4 dicembre del 2012. L’occasione ha permesso il restauro di spazi meravigliosi, destinati fino al 2007 ad uso delle poste. Tale originale funzione viene raccontata dal ciclo delle vetrate di Galileo Chini, tutte improntate al tema della comunicazione. Adesso, prima galleria civica in assoluto per Montecatini, il luogo ha permesso di dare una degna sistemazione ad opere di livello mondiale, quali le imponenti tele di Pietro Annigoni e di Joan Mirò. La tela di Annigoni, dal titolo Vita (1957-60), è un vero e proprio manifesto delle idee e preoccupazioni di un uomo del Novecento che vedeva cambiare profondamente il mondo in cui viveva, sempre più rivolto al materialismo e consumismo. Questi elementi sono simbolicamente rappresentati nell’opera dal simbolo capovolto della Coca Cola al posto di I.N.R.I. sulla croce al centro della scena. Il dipinto di Miró, dal titolo Donna avvolta in un volo di uccelli (1980), fu donato alla città di Montecatini in occasione del Maggio Miró; (1980), manifestazione culturale dedicata al pittore catalano.

 

•             ACCADEMIA D'ARTE SCALABRINO FONDAZIONE VIVAL BANCA

Acquisita dalla fondazione, la raccolta presenta un numero cospicuo di opere del ‘900 destinate a riallestire la sede collezionistica originaria, Villa Ortensie, dopo che ne sarà ultimato il restauro.

Per il momento la raccolta è ospitata a rotazione nella sede di ViVal Banca in Viale Ugo Foscolo 16/B.

Il Museo dell’Accademia d’Arte di Montecatini, nacque nel 1963 per iniziativa del prof. Dino Scalabrino, all’epoca direttore sanitario delle terme e direttore dell’Azienda autonoma di cura e soggiorno, al tempo del massimo splendore del termalismo di Montecatini.

Le opere venivano donate da artisti, galleristi e visitatori e soprattutto eredi degli artisti che parteciparono all’originale iniziativa di creare un museo per la città con il loro generoso contributo. Di particolare interesse è il grande pannello di Galileo Chini “Primavera Classica” che, realizzato per la biennale veneziana del 1914, è una delle più splendide testimonianze italiane del Liberty.

La riapertura dell’accademia è prevista per la primavera 2020.

 

•             BASILICA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Per soddisfare le esigenze devozionali di chi usufruiva delle cure termali, nel 1824 fu deciso di erigere, sui terreni demaniali, una chiesa, il cui progetto venne affidato a Luigi Cambray-Digny, direttore delle Regie Fabbriche. Venne aperta al culto nel 1833. Per costruire il piccolo tempio fu scelta un’area particolarmente felice, al termine del viale perpendicolare allo stabilimento Tettuccio, su uno slargo, a conclusione della passeggiata, a cui sarebbe andato il nome di piazza Umberto I e successivamente di piazza del Popolo.

Sotto il profilo architettonico, la chiesa del Cambray-Digny era caratterizzata da avancorpo d’ordine ionico di travertino, sorretto da sei colonne, un bel fregio, un’armonica cornice, un frontone triangolare al centro del quale fu poi inserito un orologio. Al piano rialzato del pavimento si giungeva attraverso una elegante scalinata.

Demolita la chiesa in seguito a una scelta non scevra di forti critiche, nel 1957 iniziarono i lavori per la ricostruzione di Santa Maria Assunta, su progetto degli architetti Raffaele Fagnoni, Pierluigi Spadolini, Mario Negri e Alfonso Stocchetti, lavori che si protrassero fino al 1962.

La nuova costruzione venne eretta in una posizione più arretrata, verso sud. È un edificio a base ottagonale, con quattro cappelle laterali e il presbitero, le cui caratteristiche costruttive assicurano nello spazio chiuso un’ottima illuminazione naturale. Le decorazioni, le immagini di culto, le vetrate si accordano allo stile anni Cinquanta dell’architettura, così come accade per il campanile in cemento armato. Con questo materiale, talvolta rivestito di travertino, vengono a svilupparsi le strutture architettoniche.

Tra le opere artistiche inserite nella chiesa si ricordano il crocifisso metallico di Sauro Cavallini, le vetrate e i mosaici di Giorgio Scalco e i lampadari di Carmelo Pucci. Nella piazza antistante, realizzata in travertino toscano, si cita l’antica chiesa del Cambray-Digny sul piano di calpestio col disegno, con inserti lapidei, del relativo perimetro.

La chiesa di Santa Maria Assunta venne proclamata basilica minore nel 1988 da Papa Giovanni Paolo II.

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